Ferragosto al Palo della Morte? "Un sacco bello".

07.02.2020

"Come non sai se vieni? Crisi de che? 'N crisi de che?". Il Palo della Morte è più vivo che mai, in realtà lo hanno eliminato da tempo, ma è come se fosse ancora lì. E' il triste e nostalgico Ferragosto del bullo di "Un Sacco Bello", tra i migliori cult realizzati negli anni '80. Il genio è sempre quello di Carlo Verdone, il guizzo invece va attribuito alla pagina Facebook dei Colossi della Commedia. Oltre 50 mila like e la straordinaria idea di creare - per gli amanti del genere - un evento indimenticabile. "Ferragosto al Palo della Morte con l'amico di Martucci", più di 3 mila Mi Piace sui Social Network e una partecipazione quasi commovente: "Grazie per la devozione verso quel piccolo grande film - ha risposto proprio Carlo Verdone - vi voglio bene e mi fate emozionare. Una macchina nera passerà. Chiudete gli occhi...E immaginate che Enzo il bullo sia dentro e sfrecci non si sa verso dove...". Il pellegrinaggio scatta ogni anno, in tantissimi di 15 agosto si recano presso Via Giovanni Conti, zona Val Melaina. Citazioni e frasi storiche, qualcuno si presenta addirittura con le famose penne Biro: "Pe quelle stamo in tempo fino a Borzano", risponde sorridendo un altro fedelissimo. Battute e tanto divertimento, nel film infatti Enzo deve vedersela con i dubbi di Sergio, indeciso se partire o meno per Cracovia. Immagini sfocate, il Palo della Morte (traliccio dell'alta tensione) non è più quello di 37 anni fa, il viale adesso è alberato, ma i palazzi sono gli stessi: "Che s'è visto l'amico de Martucci", chiede una ragazza sulla trentina. "No, ancora niente", grida un signore con famiglia al seguito. I dialoghi sono surreali, ma tremendamente affascinanti. Non mancano le cicale, c'è anche chi raggiunge il luogo del ritrovo con macchine d'epoca, proprio come la mitica Dino Fiat scelta da Verdone nel film: "Era tutta rifatta - disse di recente in un'intervista l'attore romano - personalizzata da questo cafone che s'era fatto il bar in macchina e aveva messo i sedili ribaltabili trasformati in letto per farsi una trombata con la polacca di turno, perfino le saette rosse in fiancata. Insomma, un esempio di splendida sportiva trasformata in grandissima cafonata". Il colpo di classe lo ha regalato qualche anno fa un autista dell'Atac che, dal finestrino del suo autobus di passaggio al Palo della Morte, si è unito ai presenti con una battuta da fuoriclasse: "Ma 'n crisi de che?". Immediata la replica di un giovane fans: "Vai a pia la valigia, va. Daje, sbrigate". Il Ferragosto si conclude sempre così, tra le risate generali e qualche momento di pura spensieratezza, nonostante il caldo afoso della Capitale. L'evento andrà avanti a oltranza, ormai è diventata una vera e propria abitudine, il raduno sarà sempre più numeroso. E le proposte sono già all'ordine del giorno: "Per il futuro - scrive Davide su Fb - non si potrebbe contattare l'amico di Martucci, quello vero? E' reperibbbile da quarche parte?? E' rintracciabbbbile". Oppure, due opzioni: "Gemellaggio con Cracovia - il pensiero di Priccio - e chiediamo al Comune di intitolare Via Conti "Largo Palo della Morte". Nun ce sta più er palo, arifamose caa toponomastica". Geniali.

Gianluca Cherubini.