Il Messaggero celebra "E anche questo Natale...".

07.12.2020

«E anche questo Natale se lo semo levato dalle p...». Mai frase fu più calzante. Allora a pronunciarla fu l'ingegnere Covelli (interpretato da Riccardo Garrone in Vacanze di Natale 1983) soffocato da familiari, colf e tutto lo stress che si portano dietro le feste. E forse oggi più che mai è la frase che milioni di italiani sognano di dire, disorientati da questo Natale-Covid. Cenoni in forma ridotta, coprifuoco e niente capodanno sulla neve. Una cosa però resta intoccabile: il cinepanettone. O meglio il capostipite di un filone fortunatissimo: Vacanze di Natale '83. Un film cult che si trasmette di generazione in generazione senza perdere mai il suo fascino. Anzi se possibile ad ogni passaggio televisivo si rinnova. Una perfetta fotografia dei patinati anni 80. E a quasi quarant' anni da quel 23 dicembre, giorno dell'uscita al cinema, ecco E anche questo Natale..., il libro edito da Bibliotheka Edizioni e scritto dal giornalista Gianluca Cherubini che celebra il capolavoro diretto dai fratelli Vanzina e prodotto dalla Filmauro di Luigi e Aurelio De Laurentiis. Alla seconda ristampa in pochissimi giorni. Attraverso le interviste ai protagonisti e grazie a una scansione narrativa che inquadra il film da molteplici punti di vista, l'autore analizza i fulcri portanti di una commedia che, al di là della risata bonaria e della battuta ormai diventata gergo comune, riusciva a cogliere con lungimiranza un decennio, gli anni Ottanta, e a fornire uno spaccato veritiero della società di quel periodo, segnata dalla lotta di classe e dalla smodata voglia di apparire. Un libro nato in collaborazione con la Filmauro di De Laurentiis che ha curato l'introduzione: «Un ritratto dell'Italia iniziato nel 1983 con i fratelli Vanzina, continuato poi nei successivi 30 anni, dando brillantemente una lettura puntuale di questo Paese così straordinario, ma ancora infinitamente inespresso per le potenzialità che ha». Esempre De Laurentiis racconta come avvenne il lancio del film: «Invece del solito trailer io inventai un teaser che utilizzava le immagini di Cortina con la voce di Anna Pettinelli. Lei era molto famosa in quanto conduceva la trasmissione Discoring. Il teaser recitava così: Qui non siamo a Discoring, ma a Cortina dove tra poco saremo travolti da una valanga di risate». La prefazione è di Enrico Vanzina. Il libro si snoda tra aneddoti, retroscena e le interviste ai protagonisti, da Jerry Calà (il Billo di «Non sono bello, piaccio!») a Christian De Sica (il ricco Roberto Covelli) passando per Claudio Amendola (Mario Marchetti stereotipo dell'Italia socialista) finendo con Asuncion, la mitica cameriera di casa Covelli: «Asuncion portame na per che me scioje er mantecato de mamma». Non mancano capitoli dedicati a Guido Nicheli il cumenda del famoso «Alboreto is nothing!», a Stefania Sandrelli (Ivana) e a Antonella Interlenghi (Serenella a cui il fidanzato Luca pone l'annoso quesito: «dove lo passerà il Capodanno Toninho Cerezo?»). Non solo parole ma anche musica. Eh già perché grazie a un codice QR Code sarà possibile ascoltare le canzoni direttamente dal proprio cellulare. In più in quarta di copertina sempre e attraverso la medesima funzionalità una sorpresa video per tutti i lettori. Un filone quello del cinepanettone iniziato nel 1983 e proseguito nei successivi 30 anni. Da Vacanze di Natale 90, passando per il 91, il 95 (ambientati a Sankt Moritz e ad Aspen) e il 2000. E poi ancora Vacanze di Natale sul Nilo, a Miami e così via. L'ultimo cinepanettone è un back to the roots: Vacanze di Natale a Cortina, uscito nel 2011, il decimo senza Boldi con De Sica, girato nella location del primo film della serie. Il copione dei cinepanettoni è sempre stato più o meno lo stesso: luoghi di villeggiatura famosi e bellissimi (in montagna, al mare, all'estero), comicità spicciola ma d'effetto, coppie di attori fissi, bellezze mozzafiato, linguaggio giocato sui doppi sensi e battute (molto spesso) volgari, ma sempre piaciute e poi tanta musica. Con i cinepanettoni i registi hanno via via bacchettato l'italiano dell'edonismo Craxiano, del Berlusconismo e poi quello del terzo millennio. Con una costante: lo spettatore non riconosce nel film i suoi difetti ma ride sempre dell'amico che gli sta accanto. Una gara, quella delle commedie di Natale che ha fatto sempre segnare il primo posto fisso nella classifica degli incassi (il più visto, resta Natale sul Nilo del 2002 con oltre 28 milioni di euro). Nel Natale della pandemia le vacanze si faranno su Marte con la regia di Neri Parenti. Il tradizionale appuntamento con il cinepanettone torna anche quest' anno e per la prima volta, complici le sale chiuse, direttamente nelle case degli italiani disponibile in noleggio e acquisto dal 13 dicembre sulle piattaforme streaming.

Enrico Vanzina

L'uscita del divertente libro di Gianluca Cherubini, che celebra con entusiasmo Vacanze di Natale, mi lusinga e mi fa tornare indietro nel tempo. Era il 1983. Insieme a mio fratello Carlo, l'anno prima, avevamo girato il fortunatissimo Sapore di mare, un film nostalgico che aveva fatto epoca (e la fa ancora). Quando uscì il film, la sera della prima, fummo avvicinati dal produttore Aurelio De Laurentiis, che oltretutto era un nostro amico d'infanzia, il quale ci disse: «È un film formidabile! Perché adesso non facciamo insieme un film sulla neve?». Così è nato Vacanze di Natale, un altro nostro fortunatissimo film, che fece epoca (e la fa ancora). Devo dire che l'idea di ambientarlo a Cortina fu per noi quasi automatica. Carlo ed io passavamo da sempre le nostre vere vacanze di Natale sulle Dolomiti e quindi Cortina era un nostro luogo del cuore. Fu una scelta vincente. Cortina è un posto bellissimo, allegro, pieno di luce, frequentato da gente di tutta l'Italia. Era uno spaccato perfetto per descrivere come gli italiani borghesi vivevano il periodo delle feste. Era anche un'altra Italia, Anni 80, più edonista, forse più superficiale, appena uscita dagli anni di piombo del terrorismo. Fu quindi altrettanto facile trovare il tono giusto, spensierato, fatto di buffe annotazioni di costume. Anche il cast ci venne naturale: Jerry Calà e Christian De Sica erano stati i protagonisti del film precedente. Furono arruolati. Così come Guido Nicheli, il cumenda, al quale cambiammo moglie: invece di Virna Lisi, Stefania Sandrelli, che aveva già fatto con noi Eccezzziunale veramente. Arruolammo anche la dolce e brava Karina Huff. Poi ci fu la grande entry di Claudio Amendola, il vero protagonista del film. E accanto a lui una schiera meravigliosa di caratteristi giovani e più anziani. Come dicono a Roma, un cast preciso. E poi le musiche, tutte azzeccate, una vera colonna sonora della memoria. Fu quel film ad iniziare la lunga saga dei film di Natale, che ha attraversato gli anni successivi. Ma il primo Vacanze di Natale resta, senza ombra di dubbio, il migliore. Forse perché era il più sincero, il più vicino alla vita vera. Forse anche perché accanto alla comicità metteva il sentimento. Come dovrebbe accadere sempre nelle vere commedie. Sono passati trentasette anni. Anche per me che l'avevo scritto insieme a mio fratello. Ma sembrano cento. Perché l'Italia non è più così. Oggi è cambiata la musica. Sono cambiati gli attori. È cambiata anche Cortina. Si ride meno. Il Natale ha un sapore più malinconico. E soprattutto la Magica Roma, (nell'83 era quella di Bruno Conti e di Paulo Roberto Falcao), non vince più lo scudetto. 

Il Messaggero